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POEMA COREOGRAFICO
e-
E-
T~ V Y V V Y \
IN DUE PARTI E NOVE QUADRI
DEL COREOGRAFO
LUIGI MANZOTTI
MUSICATO DAL MAESTRO
ROMUALDO MARENCO
. -. • RIPRODOTTO DA ETTORE CO ['PINI
TEATRO REGIO DI TORINO — IMPRESA BORIOLI
Carnevale e Quaresima 1888-89
Prezzo 11 etto: Cent, 50.
R. STABILIMENTO TITO DI GIO. RICORDI E FRANCESCO LUCCA
pi
G. RICORDI & C.
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MILANO - ROMA - NAPOLI - PALERMO - PARIGI - LONDRA
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Proprietà per tutti i paesi. — Deposto.
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vendita del presente ballo , e a termini della legge sui di-
ritti d' autori, diffidano qualsiasi editore o libraio, o rivendi-
tore di astenersi tanto dal ristampare il ballo stesso, sia
nella sua integrità, sia in forma di riassunto o di descri-
m
%ione , ecc., quanto dal vendere copie di edizioni comunque
contraffatte, riservandosi ogni più lata anione a tutela della
loro proprietà.
AVVERTENZA
La forma letteraria adottata nel presente libro non ha
consentito di indicare, come usavasi precedentemente,
tutti i cambiamenti di scena : si e invece preferito
di tracciare le linee generali a cui si è ispirato il
coreografo.
I 9 quadri del poema coreografico s' intitolano :
PARTE PRIMA.
// Caos. — La Creazione. — Il Torrente dell 3 Umanità. —
// primo lavoro dell' nomo. — Nebulosa che denota il pas-
saggio dall' epoca Preistorica alla Greca. — // Tempio delle
Arti in Grecia e trionfo d'Amore, loro ispiratore.
PARTE SECONDA
Festa notturna di Bacco a Roma. — Caio Bruto. — II Trionfa
di Cesare.
<
fe-0 —
GLI ARTISTI PRIMARI CHE VI PRENDERANNO PARTE SONO:
Bella Antonietta
Ceccarelli Maria
Razzani Emilia
Cerato Giacinta
Cassinelli Rosalia
De Vincenti Vittorio
Coppini Ettore
Cima Gaetano
Milanese Carlo
Razzani Cesare
Morazzano Andrea
Castravelli Giovanni
Linati Ernesto
Ferrerò Giuseppe
BALLERINE DISTINTE
Minetti Giuseppina — - Ferrerò Antonietta
Campana Paolina — Ratezzo Anna
Distribuzione delle Danz
-o— $£^°
PARTE PRIMA.
Quadro III.
Quadro V.
Torrente dell' Umanità.
Trionfo di Amor e delle arti in Grecia.
PARTE SECONDA.
Quadro
VI.
// satiro e le sacerdotesse di Bacco.
»
))
Brindisi agli Dei.
' )>
))
La Baccante.
»
)>
Il satiro e la Baccante. Passo a due.
))
»
/ satirelli.
)>
)>
Baccanale.
)>
»
V amatone Romana.
»
»
La Gabarra.
Quadro
Vili.
— La vittoria.
Quadro
IX.
Il Trionfo di Cesare.
AL 'PUBBLICO
o-<&§>^
<yj-MORE, dominatore, vita dell' Universo, mi tentò nelle sue
sublimi manifestazioni per un poema coreografico.
Amore, dopo aver trionfato del Caos, segnò come una guida
celeste il cammino di quel gran torrente umano , che venendo
dalle pianure sabbiose e infuocate dell'Asia e dalle spaventevoli
solitudini delle foreste africane, sboccò per lo stretto di Bab-el-
Mandeb, inondando V Egitto, poi il Mondo.
E la primigenia civiltà, in tempi remotissimi, ebbe sede sulle
sponde del Nilo, per dire in Oriente, ed è quasi certo che di
là ci venisse con la luce del sole. Nondimeno questa civiltà
apparve a tutti come un enigma di un mondo giovanilmente
rude, coi suoi obelischi, le sue immense piramidi che fendono le
nubi.
E Amore ed il leggiadro coro delle Grafie e delle Arti so-
relle abbandonano l'Egitto, questa terra del mistero e del{c
memorie, per un aere più mite, la Grecia, la quale con Omerg
e tutta la lunga schiera d J immortali si mostra degna di acco-
glierne e propagarne il culto perenne, dando poscia gran parte
del suo splendore a Roma, rimanendo avvolta come in un glor
rioso crepuscolo.
Ma venne il giorno che Roma, inorgoglita della sua immane
potenza, non s'ispirò più all' Amore, ma consacrò i vi%ì facen-
done altrettanti Dei, per potervisi abbandonare sen^a scrupolo
né ritegno.
Roma impera e governa il mondo, ma le manca un concetto
morale che governi lei. Le più sante istituzioni : giuramento,
matrimonio, famiglia appaiono come disconosciute. Nelle obbro-
briose feste notturne di Bacco, matrone e cavalieri dimenticana,
sen^a arrossire, gli avi gloriosi, l'onore e l'autorità del nome.
— 6 —
Anche la gioventù di Giulio Cesare minaccia logorarsi nelle
furiose ebbrezze dei baccanali.
Amore, che non e altro che il più puro, il pili etereo senti-
mento della virtù, lo punge di aspri rimproveri risvegliando in
esso impeti generosi, sogni di gloria, e lo trae dall' obbrobrio.
E mentre Cesare abbandona i palagi dai nefandi misteri di
Bai co, che vengono incendiati e atterrati fino dalle fondamenta
dalla vendetta del popolo e degli schiavi, Amore gli fa intra-
vedere le sponde del Rubicone, colà dove moverà i primi passi
siti cammino della gloria.
Amore ha redento Cesare... la sua sconsigliata ambizione lo
perderà. Egli ha già conquistate colla foraci e ridotte col terrore
delle armi ottocento città e soggiogati trecento popoli. Il suo ul-
timo trionfo fu segnato con la sconfitta dei figli di Pompeo.. Ma
nell'atto che Cesare trionfatore sta per salire al Campidoglio ,
onde sagrificare agli Dei... la cospiratone di Bruto minaccia
la sua vita. Non si vuole la divinazione dell'uomo, il culto per
il tiranno pensando che Roma conquisto V Universo con le sue
virtù e fu regina per la libertà.
Diro ora che toccando rapidamente nel mio Poema Coreogra-
fico, la Civiltà primitiva, /''Orientale, il Mondo Greco £ Ro-
mano, ebbi sempre davanti agli occhi l'apoteosi dei due sovrani
ingegni che ne distinsero le ultime epoche — Omero è Cesare.
Omero si meritò la palma dell'intelligenza e gli artisti di
tutti i paesi dovettero a lui le più belle ispirazioni.
Cesare si meritò la palma nelle armi perchè fu il carattere
più perfetto dell'antichità e il primo fra i capitani.
E trattando dì Amore dovea naturalmente glorificare i due
sommi, i suoi dite più grandi prediletti.
Ecco il nobil soggetto che mi ispirò il poema coreografico che
oso presentare a questo rispettabile pubblico, soggetto arditissimo,
di cui il gran significato si comprende nella sola parola Amor,
non indegna che tocchi a questo lavoro la stessa fortuna del-
l' Excelsior.
LUIGI MANZOTTI.
PARTE PRIMA
»-<&£. Jl£-o •
VOCI
Sia!
ALTRE VOCI
-
Sia!
UNA VOCE SOLA
Col suo raggio Al tuo viaggio,
Fecondi il sole Terrestre mole,
L' Universo La via segnò
Dal nulla emerso : Chi ti creò.
Appena alzata la tela agli occhi dello spettatore si presenta
la scena del Caos. Gli elementi sono in lotta fra loro nei
primi periodi cosmici. Ma questa lotta degli elementi si fa
meno aspra per l'avvicinarsi di Amor For%a ordinatrice del-
l' Universo. Per virtù di un suo comando, alla parola creatrice :
Sia, gli elementi si separano : la Terra perde la sua tinta in-
fuocata e si ricopre d'uno splendido manto primaverile dove
le piante ombreggiano infinite.
Amore con una leggiadra visione invia all'uomo la creatura
che aspetta in cuor suo, e influendo poi su di loro, li spinge
al desiato amplesso ; un bacio ardentissimo è il suggello di
quell'unione che popolò la terra dell'umana progenie.
La scena gradatamente si cambia nella Gran Selva della
terra, per la quale si svolge il Torrente della primigenia fa-
miglia, torrente inesauribile che ci venne dal Nilo coi popoli
meridionali dell' Etiopia.
Un altro torrente si confonde a questo, sboccando per lo
— 8 —
stretto di Bab-el-Mandeb, e per mezzo dell' istmo che l'Asia
congiunge con l'Egitto.
Questi nostri progenitori fuggono dalle pianure sabbiose
Bell'Asia e dalle solitudini delle foreste africane in cerca di
paesi, (i) ove le condizioni climatiche e vegetative sieno tali
da consentir loro d' iniziare con fortuna la lotta per 1' esistenza.
E alla vista di nuove terre, speranzosi d'aere più mite, si danno
in preda a una gioia selvaggia, (2) battendo, con movenze da
scimmie, selce a selce, squassando rami d'albero e rozze armi.
Amore, che ha guidato questi popoli, viene richiesto da
essi chi egli sia : — Dio mi manda a voi, risponde, perchè
v'insegni a riconoscerne l'esistenza. L'adempimento di questo
dovere, sviluppando le vostre elevate facoltà, farà di voi gli
esseri privilegiati della creazione, e potrete estendere il vostro
imperio su quanto vi circonda.
E in ciò dire, alza le braccia al cielo come per ottenerne
un responso, e un raggio di viva luce l'illumina.
Tutti si prostrano umiliati e confusi.
.Alla luce del sole, che è già tramontato, succedono i fuochi
che i nostri progenitori accendevano, durante la notte , per
tener lontane le belve dai loro giacigli.
Il voto di Amore, che è quello di ridurli alla nobiltà del
loro vero essere, li accompagna al riposo.
Da sinuose caverne, che la prima discendenza umana si scavò a
stento per liberarsi dai cocenti raggi del sole e dalle fredde intem-
perie della notte, escono sul far del giorno diversi capi di tribù.
Alcuni partono per perigliose caccie onde provvedersi il quo-
tidiano alimento. Altri pensando che non hanno niun mezzo
di difesa, tranne le unghie, i denti e il bastone, ricorrono
alla pietra per fabbricare armi e utensili.
(1) Figuier : Le rax\e umane.
(2) Plinio : Invenzioni e istituzioni umane, lib. VII.
— 9 ~
Amore entra a mezzo a loro e dice : Non dovete fer-
marvi alle vostre rozze armi, ma progredire. L'Onnipotente
destinava a più utili e nobili operazioni la mente e la mano
dell' uomo. E si dicendo , si avvicina ad alcune scorie che
ha eruttato un vulcano , ne trae fuori un pezzo di metallo
informe e lo getta in mezzo a loro. Cadendo a terra il me-
tallo emette un suono. Lo raccolgono con grande meraviglia,
se lo disputano. — Tutti si danno con alacrità a cercarne, (i)
Alla pietra succedono i metalli, e mercè questi compiono la-
vori che erano assolutamente impossibili a quelli di pietra, e
le Arti e le industrie progrediscono a passi di gigante.
Gli antichi favoleggiarono che 1' Arca di Deucalione ap-
prodò al Parnaso (2) e che quei rozzi naufraghi ammaestrati
e ingentiliti da Amore, dalle Muse e da Apollo, riversarono
sul Mondo, in tanti splendori, gli insegnamenti ricevuti.
Sotto il velame di questa favola traspare una significazione
altissima che testimonia la Grecia , terra prediletta , 1' unica
conservatrice del bello.
I Geni delle Arti, poesia, musica, scultura, pittura, facendo
parte della Corte d 5 Amore, trionfano con lui, onorando così il
gran Tempio delle arti in Grecia e i cultori di esse, i quali si
veggono disposti a gruppi.
Sul gruppo principale domina Omero.
Sul gruppo della pittura domina Apelle : su quello della
scultura Fidia: sull'altro dell'architettura Iktimus il costrut-
tore del Partenone, e al gruppo della musica, all'arte più
bella che ci procura le più pure emozioni che ci avvicina
più al cielo, sovrasta Apollo
Ma la Grecia, che ingentilì il mondo, va a perdersi nei
vortici della potenza romana !
Cala per poco il sipario.
(1) Figuier : Le rayje umane.
(2) Ovidio '.-Metamorfosi, 3, 18.
— IO
PARTE SECONDA
^-^ìlIMr— °
a scena rappresenta un palazzo in Roma ove hanno
luogo i baccanali istituiti in onore di Bacco, vi quali
riassumono lo spirito di quei tempi nel modo più
infame e obbrobrioso. In quelle feste notturne si facea getto
dell' onore delle mogli , delle fanciulle , si commettevano
oscenità da inorridire, e il sangue molte volte mescolavasi a
queir ebbrezze nefande.
S' incomincia con una danza caratteristica, in cui un Satiro
fa la parte di ammaliatore con alcune fra le Sacerdotesse di
Bacco. Quindi entra in scena Amore, che per introdursi ha
preso T aspetto e le vesti di baccante, e cerca fin dal suo
apparire di far volgere su di sé i' attenzione di Cesare , che
al primo vederlo ne resta pazzamente invaghito. Amore si
lascia corteggiare con l' idea di allontanarlo da quel sog-
giorno infame, e talvolta gli sfugge, perchè egli lo cerchi e
lo segua. Ciò suscita fieri moti di gelosia in Servilia , ma-
trona romana, moglie di Publio, che Cesare non cura, non
pensando che a quella che egli crede una baccante. Alla fine
la matrona soffocando dall' ira, col pugnale minaccia di morte
Amore,
Publio, avvertito della vita disordinata che conduceva sua
moglie , ha abbandonato il campo e tacitamente ne segue i
passi per coglierla in quelli osceni convegni.
Servilia alla vista del marito si arresta tremante, le sfugge
il pugnale dalla mano e cade in ginocchio. Egli, vedendo
in quel turbamento , in quella vergogna , il suo obbrobrio,
vorrebbe ucciderla, ma gliel vietano gli astanti.
— II —
Publio fa uno sforzo superiore al suo sdegno pensando
che anco Y ucciderla non gli frutterebbe in quel momento
che T irrisione. Dai suoi occhi però ben si scorge che quella
calma è finta , e che la sciagurata moglie è serbata alla
sua non lontana vendetta. Nondimeno esce in rimproveri
acerbi verso di lei, che ha obliato tanto sé stessa, da scen-
dere in loco cosi vituperevole. « Non voglio ucciderti »
esclama, « meglio lasciarti a' tuoi rimorsi. » Ma in Servilia
la gelosia è così potente , da farle perdere ogni senso di
vergogna , e mentre è trascinata fuori dal marito , saetta
ripetutamente d' irati sguardi Cesare e Amore, che crede suo
rivale.
Publio se ne accorge e preso da subitaneo sdegno la fe-
risce mortalmente, esclamando : « Giove, ti ringrazio che mi
hai dato modo di vendicarmi. Cesare, prenditi ora questa
donna. Io ti odio e potrei vendicarmi allo stesso modo di
te , ma la mia vendetta sarà più piena e terribile » ; e al-
lontanandosi minaccioso , accenna fra sé all' incendio e alla
rovina di quel loco infame, che verranno compiti per opera
sua, perchè egli saprà dire al popolo e ai magistrati, dove
e come hanno luogo i nefandi misteri di Bacco.
Servilia con un supremo sforzo, a stento si rialza, si toglie
il pugnale dalla ferita e a passi incerti s' incammina verso
Cesare per ucciderlo, ma ad un tratto trema, vacilla e cade
morta al suolo.
Cesare si scuote pel terrore che gli ispira quella scena di
sangue, ma breve dura in lui lo sbigottimento, e a trarnelo
basta T invito che gli fanno perchè prenda parte al bacca-
nale , a cui dimentico già del triste fine di Servilia , spudo-
ratamente si abbandona.
Durante il baccanale , di tratto in tratto si avvertono un
rumor sordo come di tumulto e squilli guerreschi. Amore,
nel fine di ridestare in Cesare quanto il suo cuore e la sua
mente posseggono di ambizioso e di grande, entra in scena
foggiata da guerriera. Cesare si sente come attratto verso
12
Au/ore, e più non dà ascolto alle Sacerdotesse che cercano
trattenerlo con voltinosi blandimenti.
Giunto vicino ad Amore, di cui sente il misterioso potere,
esclama: « Chi sei tu mai? » Amore in tuono di rimprovero
risponde : « Son tale che qui venni per istrapparti all' igno-
minia e al pencolo che ti sovrasta , perchè fra breve una
giusta vendetta , quella del popolo darà alle fiamme questo
asilo maledetto. I vizi che abbrutiscono i tuoi compagni ,
sono indegni di Cesare. Prendi questa spada e questo scudo
e forai di Roma la dominatrice del mondo. » Cesare sorride
all'idea della gloria... e forse anco a quella dell'Impero.
Non ostante i sogni ambiziosi che gli attraversano la mente,
alle Sacerdotesse e alle altre donne riesce a trarlo di nuovo
nei vortici della danza e dell'orgia. Ma nel mentre che questa
raggiunge il colmo di ogni dissolutezza, vien preso d'assalto
il palazzo da un popolo furibondo, che incendia, e da gente
armata che uccide.
Alla testa di queste turbe avvi Pubblio che col ferro in
pugno non cerca che il petto di Cesare. Ma a Cesare guida
e scampo è Amore , e mentre lo salva da quel mortale pe-
riglio conducendolo seco fra mezzo all' incendio e alle rovine,,
gli fa balenare alla mente uno dei primi e più splendidi fatti
che illustrarono la sua vita di Capitano : il passaggio del
Rubicone.
^*
La scena rappresenta 1' atrio del Senato di Roma. Il po-
polo, che da ogni parte irrompe festoso per muover poi in-
contro a Cesare , è la più certa significazione che Cesare
rientra in Roma, signore del mondo, e che tutto da qui in-
nanzi si piegherà al suo volere. Un Pretoriano, caldo fautore
di Cesare, invita il popolo ad acclamare il vincitore dei figli
di Pompeo. In questo mentre entrano Bruto Cassio e Ciana.
Bruto è meditabondo. Cassio esprime vivezza e prontezza
d' animo, e saetta di sguardi sdegnosi il Pretoriano ed il pò-
— 13 -
polo. Ciana sotto una calma apparente mostra uno spirito
indomato.
Mentre i tre personaggi entrano in Senato , il Pretoriano
li grida nemici di Cesare e incita il popolo a far valere nel
Senato stesso, con la forza i diritti che ornai spettano a tanto-
trionfatore, quando si mostrasse di volerli disconoscere.
Sopraggiungono Decio Bruto, Casca, Trebonio, Ligario Me-
tello, Labeone, Tullio, Cimbro e cercano di Bruto. — Altri ne-
mici di Cesare, esclama il Pretoriano — e mentre i sopraddetti
sono per entrare nell'aula, ne esce insieme a Cinna e a Cassio,'
Bruto, furibondo con lampi d'ira magnanima in volto, escla—
mando: Hanno accordato a Cesare privilegi quasi di re! —
Bruto e i suoi amici fanno atto di entrare in Senato per combat-
tere la nuova tirannica autorità, allorché comparisce Antonio.
— Il Pretoriano a Antonio: — ■ Che cosa ha deciso il Senato
rispetto a Cesare? — Antonio: — Il Senato ha acclamato Ce-
sare Dittatore per un anno e Console per cinque. Di più ha
ottenuto il potere tribunizio e il diritto di pace e di guerra.
Tribuno e popolo: — Viva Cesare! — Cassio: — Ma
questo diritto fino ad ora appartenne ai Comizi, a noi popolo !
— Vive proteste da parte degli amici di Bruto.
Il popolo si mostra indeciso e non osa dichiararsi aperta-
mente per Cesare.
Il Pretoriano: — Viva 'Cesare Imperatore!
Alcuni del popolo applaudiscono, altri si mostrano riottosi
a quel grido che uccide la libertà di Roma. — Bruto apo-
strofa fieramente Antonio chiamandolo astuto e dissimulatore.
Si odono squilli guerreschi che annunziano l' arrrivo del
trionfatore. — Antonio fa accendere l'ara a Giove Statore,
indi seguito dal Senato mentre sta per muovere incontro a
Cesare si accosta a Bruto susurrandogli agli orecchi: —
Pensa che sei figlio di Cesare ! — Bruto rimane momenta-
neamente atterrito da quelle parole , poi riprende animo e
con gli amici si fa innanzi all' ara di Giove Statore e giura
di spegner Cesare, esclamando : — Una Roma composta di
— 14 —
liberi e servi non può durare! — Le fazioni rinascono...
Spartaco il gladiatore che prima avea gridato : — Se si deve
combattere si combatta contro i nostri oppressori , da eroe
morì ! Il sangue di Spartaco non potrà esser vendicato che
da quello di Cesare.
J&£
Anche Amore fa omaggio a Cesare (i) nel suo trionfo
scorgendo nel dominatore delle Gallie, nel vincitore dei figli
di Pompeo l'uomo fatale che una ragione altissima avea so-
stenuto fino allora perchè egli ne eseguisse i decreti.
(i) Per dare un'idea storicamente esatta del Trionfo di Cesare, il co-
reografo si è attenuto scrupolosamente alla descrizione, adorna di relativi
disegni, che si ^Qgg& nella pregevole opera : La Vita dei Greci e dei
Romani, ricavata dagli antichi monumenti , scritta da Guhl e Koner (pa-
gina 718).
GAZZETTA MUSICALE DI MILANO
(ANNO XLIV - 1889)
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vero Gli Esposti.
ROSSINI. L'Assedio di Co-
rinto.
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— La Cenerentola.
— Il Conte Ory.
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— Mosè.
— Otello.
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SPONTINI. La Vestale.
— A. NETTI CENTESIMI ^ O —
ALTAVILLA. I Pirati di Ba-
ratteria.
APOLLONI. Adelchi.
— Il Conte di Chenìsmark.
— L'Ebreo.
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— Fra Diavolo.
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— Il Domino nero, in versi,
— Il Dòmino nero, in prosa.
— La Muta di Portici.
AUTERI-MANZOCCHI. Do-
lores.
AUTORI DIVERSI. La Donna
romantica o II Medico o-
meopatico , coi recitativi
in versi.
— La Donna romantica o II
Medico omeopatico/coi re-
citativi in prosa.
— La Donna romantica o II
Medico omeopatico, in dia-
letto napolitano.
BALFE. Pittore e Duca.
BARONI. Ricciarda.
BATTISTA. Esmeralda.
BIANCHI. Gara d'amore.
BENVENUTI. Il Falconiere.
BENVENUTI. Guglielmo Sba
kespeare.
— La Stella di Toledo.
BOIELDIEU. LaDama bianca.
BONA. Don Carlo.
BONIFORTI. Giovanna ài
Fiandra.
BOTTESINI. AH Babà.
— Il Diavolo della notte.
BRAGA. Caligola.
— Estella di San Germano*
— Reginetta.
— Il Ritratto.
BRÙLL. La Croce d'oro.
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BUONOMO. Cicco e Gola, coi
recitativi in versi.
— Cicco e Gola, coi recitativi
in prosa.
BUTERA. Elena Castriotta.
BUZZI. Ermengarda.
— Saul.
BUZZOLLA. Amleto.
CAGNONI. Amori e trappole.
— Un Capriccio di donna.
— Don Bucefalo.
— Il Duca di Tapigliano.
— La Fioraja.
> — Giralda.
— Michele Perrin.
— Papà Martin
— Il Testamento di Figaro.
— La Tombola.
— Il Vecchio della Montagna.
CAMPANA. Esmeralda.
CAMPIANI. Taldo.
CANEPA. David Rizio.
CATALANI. Dejanice.
— Edmea.
— Elda.
CHIAROMONTE. Caterina di
Cleves.
COPPOLA. Nina pazza per
amore.
— L'Orfana Guelfa.
DALLA BARATTA. Il Cuoco
di Parigi.
DALL'ARGINE. I due orsi.
DAVID. Cristoforo Colombo.
— Il Deserto
— Ercolano.
— Lalla-Roukh.
DE-FERRARL Pipelet.
DE GIOSA. Silvia.
- — Don Ghecco.
— Un. Geloso e la sua Vedova.
— Napoli di Carnevale.
DELL'OREFICE. Romilda de'
Bardi.
DOMINICETI. Il Lago delle
Fate.
DONIZETTI. Adelia.
i — Caterina Gornaro.
— Don Pasquale.
— Don Sebastiano.
— Il Duca d'Alba
. — Elisabetta
— La Favorita.
— Gabriella di Vergy.
i — Linda di Ghamòunix.
— Maria Padilla.
— Maria di Rohan.
- — Paolina e Poliuto (i Mar-
tiri).
— Torquato Tasso.
FACCJlO. Amleto.
- — il Profughi Fiamminghi.
FERRARI. Ultimi giorni-di
Suli.
FIORAVANTI. La Figlia del
Fabbro.
FIORAVANTI. Il Notaio d'U-
beda.
— I Zingari.
FIORAVANTI ed altri. Don
Procopio. V«**>
FLOTOW. Alessandro Spa-
della.
— Il Boscaiuolo.
— Marta.
— Naida.
— Zilda.
FORONI. Cristina Regina di
Svezia.
— I Gladiatori.
— Margherita.
GABRIELLI. Il Gemello.
GALLI. Giovanna dei Cortuso.
GAMBINI.' Cristoforo Colombo.
GLINKA. La Vita per lo Czar.
GOBATTI. I Goti.
*— % Luce. ^-^ ,
GOMÉS. Fosca.
— Il Guarany.
— Salvator Rosa.
GOUNOD. Ginq-Mars.
— Faust.
— La Redenzione.
— La Regina di Saba.
— Romeo e Giulietta.
GUERCIA. Rita.
HALÉVY. L'Ebrea.
I1EROLD. Zampa (nuova tra-
duzione italiana).
JONCIÈRES. Giovanni di Lo-
rena.
LECOCQ. Le cento Vergini.
LIT.TA. Il Viandante.
— Il Violino di Cremona.
LUCILLA. La bella fanciulla
di Perth.
MAILLART. Gastibelza.
MARGARINI. Francesca da
Rimini.
MARCHETTI. Gustavo Wasa.
— Romeo e Giulietta.
— Ruy Blas.
MACCHIO'. La Statua di
Carne. '*
MARENGO. Lorenzino de' Me-
dici.
MAZZA. La prova d' un' o-
pera seria.
MELA. L'Allòggio militare.
— LI Feudatario.
MERCADANTE. Leonora. .
— Il Reggente.
— Oràzj e Guriazj.
— La Schiava Saracena.
— 11 Vascello di Gama.
MERCURI. Adelinda.
MEYERBEER. L'Africana.
— Dihorah.
— Il Profeta.
— Roberto il Diavolo.
— La Stella del Nord.
— Gli Ugonotti.
MORONI. Amleto.
MOZART. Le Nozze di Figaro.
MUZIO. Claudia.
— Giovanna, la Pazza.
— La Sorrentina.
NICOLAJ. Le Vispe Comari
di Windsor.
OFFENBACH. La Grandu-
chessa di Gerolstein , coi
recitativi in prosa.
— La Granduchessa di Gerol-
stein, coireciUxitvi in versi.
P ACINI. La Fidanzata Còrsa.
— Malvina di Scozia.
— Merope.
— La Regina di Cipro.
— Saffo.
— Stella di Napoli.
PALMINTERI. Arrigo IL
PEDROTTI. Fiorina.
— Guerra in quattro.
— Isabella d'Aragona.
— Mazeppa.
— Il Parrucchiere della Reg-
genza.
— Romea di Monfort.
— Tutti in maschera.
PERL L'Espiazione.
— I Fidanzati.
— Giuditta.
— Rienzi.
— Vittore Pisani.
PETRELLA. L* Assedio di
Leida o Elnava.
— Bianca Orsini.
— Diana o La Fata di Poz-
zuoli.
— Il Duca di Scilla
— Elena di Tolosa.
— Il Folletto di Gresy.
— Giovanna di Napoli.
— Jone.
— Manfredo.
— Marco Visconti.
— I Pirati spagnuoli.
— Le Precauzioni o II Carne-
vale di Venezia.
— I Promessi Sposi.
PETROCIN1. La Duchessa de
la Vallière.
— L' Uscocco. . Ta
PINCHERLE. Il Rapimento.
PINSUTI. Margherita.
— Mattia Corvino.
— Il Mercante di Venezia.
PISTILLI. Rodolfo da Brienza.
PLATANIA. Matilde Bentiyo-
. gl'io- '.
PODESTÀ. Un Matrimonio
sotto la Repubblica. -
PONCHIELLI. Lina.
— Il Parlatore eterno.
— I Promessi Sposi.
— Roderjco.
PONIATOWSKI. Piero de' Me-
dici.
— A. NETTI CENTESIMI ^ O
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PUCCINI. Le Villi.
RICCI L. Il Birraio di Preston.
— Corrado d'Altaftiura.
— Il Diavolo a quattro.
— Estella. . .
— Una follia .a Roma.
— 11 Marito e l'Amante.
-RICCI (f.lli) Crispino la Co-
mare.
ROMANI. Il Mantello.
ROSSI GIO. La Contessa d'Al-
tenbejrg, . - ,
ROSSI LAURO. Il Domino
Nero.
— I Falsi Monetari.
— La Figlia 4i Figaro. .
ROSSINI. Roberto Bruce.
— Torvaldo e Dorliska.
ROTA. Penelope.
RUBINSTEIN. Feramor.
RUGGÌ. I due ciabattini.
SANELLI. Il Fornaretto.
— Gennaro Annese.
— Gusinano.
— Luisa Strozzi.'
— La Tradita.
SANGIORGI. Diana di Cha-
verny.
— Giuseppe Balsamo.
— Guisemberga da Spoleto.
SARRIA. La campana del-
l' eremitaggio.
SCHIRA. Lia.
SECCHI. La Fanciulla delle
Asturie.
SILVERI. Giuditta.
SINICO. Marinella.
— I Moschettieri.
SMAREGLIA. Bianca da Cer-
via.
— Ro Naia.
SPONTINI. Fernando Cortez.
.THOMAS. Il Cai'd.
— Il Sogno d' una notte d' e-
state.
TORRIANI. Carlo Magno. ■ •
USiGLIO. Le Educande di Sor-
rento.
— Nozze in prigione.
VACGAJ. Virginia. ■—
VALENZA. Le Futa , coi re-
citativi in versi.
— Le Fate, cot recitativi in
prosa.
VENTUB.ELLI. Il Conte di
Lara-.
VERDI. Aida.
— Alzira..
•— Aroldo.
— Attila.
— Un Ballo in maschera.
VERDI. La Battaglia di Le-
guano.
— Il Corsaro.
— Don Carlo. (Seconda Edi-
zione in 4. atti).
— I Due Foscari.
— Emani;
— Il Finto Stanislao.
— La> Forza del Destino.
— Gerusalemme.
— Giovanna d'Arco.
— I Lombardi.
— Luisa Miller.
— Macbeth.
— Macbeth, riformato.
— I Masnadieri.
— Nabucco.
— .Rigoletto.
— Stiifelio.
— La Traviata.
— Il Trovatore.
— I Vespri Siciliani.
VILLAFIORITA. Il Paria.
VILLANIS. Giuditta di Kent.
WAGNER. Il Crepuscolo degli
Dei. Sunto.
— L' Oro del Reno. Sunto.
— Sigfrido. Sunto.
— Walkiria, Sunto.
WEBER. Der Freischiitz.
ZUELLI, La Fata del Nord.
A NETTI FRANCHI UNO —
BANDINI. Fausta.
BOITO. Mefistofele.
ROTTESI NI Ero e Leandro.
CORONARO. La Creola.
CORTESI. L'Amico di Casa.
FALCHI Giuditta.
FRANCHETTI. Asrael.
GOLDMARK. La Regina di
Saba.
GOMES. Maria Tudor.
GOMES DE ARAUJO. Garmo-
sina.
MANCI NELLI. Isora di Pro-
venza.
MARCHETTI. Don Giovanni
d' Austria.
MASSA. Salammbò.
MASSENET. Erodiade.
— 11 Re di Lahore.
MICELI. La Figlia di Jefte.
PONCH1ELLI. Il Figliuol pro-
digo.
— La Gioconda.
— I Lituani.
— Marion Delorme.
RAD EGLI A. Colomba.
VERDI. Don Carlo , in 5 atti
(Prima Edizione.)
— Don Carlo, in 5 atti senza i
ballabili (Terza Edizione). |
— Otello. i
VERDI. S im o ri Boccanegra
(Nuova Edizione).
WAGNER. Il Crepuscolo degli
Dei.
— Lohengrin.
— I Maestri Cantori di No-
rimberga.
— L'Oro del Reno.
— Parcival.
— Rienzi.
— Sigfrido.
— Tannhàuser.
— Tristano ed Isotta.
— Il Vascello Fantasma o
L' Olandese volante.
— Walkiria.
VERDI. Messa da Requiem, netti Cent. 20.
EDIZIONI IN LINGUE STKANIEKE —
Francese.
BOITO. Méphistophèles . . netti Fr. 1 —
DE-FERRARI. Pipelet netti — 50
GOLDMARK. La Reine de Saba . netti 1 —
LECOCQ. Les cent Vierges „ . . netti — 50
MARCHETTI. Ruv Blas .... netti — 59
PONCHIELLI. Gioconda . „ . . netti ì —
VERDI. Aida lordi 2 —
— Don Carlos netti 1 —
— Othello netti 1 —
— Simon Boccanera (ital, e frane.) netti 2 —
Tedesca.
BOITO. Méphistophèles. . . netti MJi. — 50
MARCHETTI. Buy Blas .... netti — 50
PONCHIELLI. Gioconda .... netti — 50
VERDI. Aida netti — 50
— Aida (tedesco ed italiano), lordi Fr, 4 —
— Don Carlos netti MH. — 50
— Othello netti ì —
— Requiem (tedesco e latino) . . netti — 40
— Simon Boccanegra .... netti — 50
- EDIZIONI IN LINGUE STRANIERE
Inglese.
B01TO. *Siefìstofele(ital.ed inni.) netti Fr.
POXCHIELLI. La Gioconda (italiano
ed inglese) .netti
— I Promessi Sposi (The Betrothed
Lovers) netti
VERDI. Aida (italiano ed inglese) lordi
— Otello (italiano ed inglese) netti Se.
— Requiem netti
Spagnuolo,.
BOTTO. Mefistófeles .... netti Fr.
2 —
2 —
1 25
4 —
1 6
1 25
— Mefistófeles - Argomento .
PONCHIELLL La Gioconda.
— La Gioconda - Argomento
1 —
netti — 10
netti 1 —
netti — 10
Spagnuóla.
VERDI. Aida (spagnuolo ed ita-
liano) lordi Fr. 4 —
— Aida - Argomento netti — 10
— Otelo (italiano e spagnuolo). . netti 2 —
— Simon Boccanegra netti 1 —
Portoghese.
PONCHTELLI. La Gioconda, netti Fr. 1 50
— La Gioconda - Argomento . . netti — 30
VERDI. Othello (ital. e portoghese) netti 2 —
Russa.
VERDI. Otello . .netti 150
~rr.
BALLI
GRASSI. Teodora .... netti Fr. — 50
MANZOTTI. Amor netti — 50
— Amor - in inglese netti 1 —
— Amor - in francese netti 1 —
— Amor - in tedesco . . . netti Mh. — 40
— Amor - in portoghese . . netti Reis 200
— Amor - in spagnuolo . netti Reales 2 —
— Excelsior netti Fr. — 50
— Excelsior - in inglese .... netti 1 —
— Excelsior - in portoghese (Edizione
pel Portogallo) .... netti Reis 100
— » Excelsior - in portoghese ( Edizione
pel Brasile) ..... netti Reis 200
•— Excelsior - in spagn. . netti Reales 2 —
MANZOTTI. Excelsior - in tedesco
netti Mlt. — 40
— Narenta netti Fr. — 50
— Pietro Micca . netti — 50
— Rolla . . netti — 50
— Siena netti — 50
MONPLAISIR. Brahma. .... netti — 50
— La Devàdàcy . . netti — 50
— Lore-Ley netti — 50
NUITTER e SAINT-LEON. La Sor-
gente netti — 50
PALLE RINI. Le due Gemelle . . netti — 50
POGNA. Annibale ...... netti — 50
Prezzo netto
CentròQ